Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

Regione Lombardia: "Per Fontana unica strada possibile sono le dimissioni"

MILANO - "Contraddizioni, inesattezze e bugie. Davvero troppe e dal peso tutto politico. Ed è su questo piano che ci interessa stare, in ballo c'è la credibilità del Presidente di una Regione, messa in ginocchio da un'emergenza sanitaria senza eguali. Una regione gestita in maniera fallimentare, guidata da un gruppo politico che ora si trova a fare i conti con un groviglio di bugie e affari di famiglia davvero difficile da sbrogliare. Fontana ha mentito ai lombardi, prima dicendo di non essere al corrente della faccenda dei camici e poi difendendo l'operazione come una donazione.

Tutte informazioni fino ad oggi smentite. Ma ha mentito anche sul suo conto in Svizzera, dichiarando che non fosse operativo. Non ci sono più le condizioni per restare: il governatore ora ha tradito la fiducia dei suoi cittadini, dopo aver mal gestito la crisi. Per noi Fontana può solo scegliere le dimissioni: un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Lombardia".

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Regione Lombardia: "Questa giunta ha fallito, Fontana abbia il buon gusto di dimettersi"

MILANO - "Quasi 17mila morti in Lombardia per Covid-19. Eppure, ad ascoltare Fontana oggi in Consiglio regionale, sembra che non sia accaduto nulla. Nessun pentimento, nessun dubbio. A detta del governatore questa regione ha affrontato "un lavoro che non era neppure di sua competenza". Proprio così, oggi Fontana ha detto che non era competenza di Regione Lombardia, per esempio, fornire DPI alle RSA e ai medici di base. D'altronde non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da chi, nel pieno dell'emergenza, ha dichiarato di dormire sonni tranquilli. Quelli che i lombardi non hanno potuto dormire.

Quello a cui abbiamo assistito oggi in Consiglio regionale è uno schiaffo ai morti e alle sofferenze della nostra regione. E alla verità. Una verità che continua ad essere occultata. Sulla vicenda dei camici indaga la procura e farà luce la magistratura, ma ciò che emerge oggi rispetto ad una faccenda intricata e opaca è che il presidente Fontana ha mentito, e questo è un fatto che non può essere ignorato. Da quanto è stato detto oggi in aula sembrerebbe che Dama spa abbia venduto i camici a Regione Lombardia a insaputa di Fontana, il quale poi - a insaputa di suo cognato e proprietario dell'azienda - ha tentato di rimborsarlo con un bonifico. Il tutto a insaputa della Regione che non registra la trasformazione da vendita a donazione. Ma perché il governatore a giugno dichiarava non di non essere a conoscenza dei fatti, quando il bonifico emesso è datato 19 maggio? Ancora una volta voglio ripetere che questa giunta ha fallito politicamente con una gestione non adeguata.

Una giunta incapace di chiedere scusa e di ammettere i suoi errori. Le opacità si sommano ad una incompetenza manifesta, che abbiamo denunciato tante volte in questi mesi. Fontana abbia il buon gusto di dimettersi, e non per le indagini ma perché ad oggi è venuto a mancare il rapporto di fiducia con i cittadini. I lombardi meritano di meglio e meritano di guardare all'autunno con maggiore serenità, e non una regione che brancola ancora nel buio".

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Wall of dolls: "Offesa tutta la città che considera qual muro simbolo contro la violenza di genere"

MILANO - "In questi anni tante volte le bambole sul muro che grida no alla violenza sulle donne sono state rovinate, strappate e rubate. Ma a quanto pare, ieri, la mano di anonimi vandali si sarebbe spinta oltre, dando fuoco e causando seri danni al muro. Se, infatti, dovesse essere accertata la natura dolosa dell'incendio sarebbe davvero grave e triste.

L'installazione denuncia la piaga del femminicidio e rappresenta le troppe donne vittime della violenza di uomini che le hanno percosse, a volte bruciate e uccise. Ed è come se, con quel gesto ignobile, quelle donne fossero state uccise una seconda volta. Un'offesa a tutta la città, che considera quell'opera il simbolo del contrasto alla violenza di genere. Faccio eco alle parole delle promotrici dell'opera, Jo Squillo, Giusy Versace e Francesca Carollo, augurandomi che gli autori del vile gesto si facciano avanti per riparare il danno al più presto"

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"Milano non è immobile e i milanesi manifestano fiducia in questa amministrazione"

MILANO - "Ieri abbiamo sentito Matteo Salvini raccontare fake news su Milano, definendola una città immobile. Ed è incredibile, perché è sotto gli occhi di tutti lo slancio che questa città ha conosciuto negli ultimi anni, guadagnando punti a livello nazionale e scalando classifiche a livello internazionale. Certo c'è ancora da lavorare, e questa pandemia ha fatto crescere nuove disuguaglianze che andranno colmate. Ed è proprio su questo che si è concentrata l’attività di un’amministrazione che durante la fase di emergenza più acuta ha spesso fatto quello che avrebbe dovuto fare la Regione a guida leghista, come occuparsi dei cittadini sub o post covid positivi (i cosiddetti quarantenati) o distribuire mascherine ai medici di base.

È con i fatti, e non con le bugie, che si amministra una città. Oggi un sondaggio del Sole 24 Ore dice che la popolarità del Sindaco Sala si consolida. Insomma, in un momento pur difficilissimo come quello che stiamo attraversando, i cittadini mostrano fiducia in questa amministrazione. Salvini, invece, ha dimostrato di non conoscere Milano e di guardare alle amministrative del prossimo anno come ad appuntamento nel quale mostrare i muscoli e sconfiggere il PD per mettere una bandierina, senza un'idea o una proposta.

A noi piace raccontare e confrontarci su progetti concreti, per la città e per i milanesi. Come dimostrano, di recente, lo stanziamento di 13 milioni di euro del fondo di Mutuo soccorso, le nuove ciclabili, il sostegno alle attività di bar e ristoranti che hanno fatto rivivere la città con tanti tavolini e il bando per rigenerare immobili e aree in disuso".

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"Regione scellerata sul Covid. In piazza per chiedere un'inversione radicale"

LA REPUBBLICA, 18 GIUGNO 2020 - Come dice Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd, «La piazza di sabato nasce da un gruppo di associazioni e cittadini che vogliono manifestare il loro dissenso nei confronti delle scelte scellerate che Regione ha preso durante l'emergenza Covid». E con una delegazione chiederà alla giunta di Attilio Fontana «di non nascondersi dietro alle sostituzioni dei dirigenti della sanità». 

Sabato alle 15, in piazza Duomo per dire #Salviamo la Lombardia ci sarà anche una delegazione del Pd guidata dalla segretaria metropolitana Silvia Roggiani.

Perché, avete deciso di partecipare alla mobilitazione contro le politiche sanitarie della Regione? 

«La piazza di sabato nasce da un gruppo di associazioni e cittadini che vogliono manifestare il loro dissenso nei confronti delle scelte scellerate che Regione ha preso durante l'emergenza Covid e che, dalle decisioni sulle Rsa fino a quelle su test e tamponi, hanno portato a conseguenze drammatiche per migliaia di persone. Con una delegazione, e nel pieno del rispetto delle norme sul distanziamento, vogliamo essere al fianco di chi chiede alla giunta di Attilio Fontana di assumersi tutta la responsabilità politica di quelle scelte e di non nascondersi dietro alle sostituzioni tecniche dei dirigenti della sanità».

Negli ultimi anni, dai 200 mila della marcia per i migranti ai cortei del 25 Aprile, Milano ha sempre risposto con grandi numeri. Che piazza si aspetta? Il Covid rischia di aver mandato in quarantena anche la partecipazione?  

«La voglia di manifestare c'è, ed è tanta, ma non dobbiamo dimenticarci che 1'85 per cento dei contagi è in Lombardia: dobbiamo far sentire la nostra voce rispettando il divieto di assembramento. E il motivo per cui abbiamo deciso di non chiamare in massai nostri iscritti». 

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