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il Punto

Rapporto OXFAM 2024

Il nuovo Rapporto Oxfam descrive il periodo attuale come un decennio caratterizzato da notevoli disparità, con un aumento delle disuguaglianze sociali e il rischio imminente che questa crescente divaricazione diventi la normalità.

Tra il 2021 e il 2022, c'è stato quasi un dimezzamento della quota di ricchezza detenuta dal 20% più povero della popolazione italiana. Nel 2023, la situazione non è migliorata e la dinamica di quest'anno risentirà verosimilmente dell'andamento dell'economia nazionale, che ha mostrato decisi segnali di rallentamento e una minore capacità delle famiglie di fare affidamento sui propri risparmi.

Secondo Oxfam il governo Meloni fino ha mostrato scarsa attenzione al tema della povertà e, come sul taglio del reddito di cittadinanza, ha peggiorato la situazione aumentando ancor di più le disuguaglianze.

Il rapporto descrive un Paese di fronte a un bivio: tra un'era di incontrollata supremazia oligarchica e un'era in cui il potere pubblico riacquista realmente centralità, promuovendo una società più equa e un'economia più giusta ed inclusiva.  Per rimediare secondo Oxfam il Governo dovrebbe intervenire con misure di contrasto alla povertà universale, introducendo maggiore equità fiscale per i cittadini e misure per garantire un lavoro dignitoso e giuste retribuzioni.

Chi ha responsabilità politica non può ignorare questa sfida.

Mentre il nell’ultimo anno ha messo in campo misure che hanno peggiorato le condizioni di vita delle famiglie attraverso indiscriminati tagli alle politiche sociali, il Partito Democratico in questi mesi ha proposto misure radicalmente opposte a quelle della destra: una maggiore redistribuzione della leva fiscale nel segno dell'equità e per tutelare maggiormente le fasce più deboli, lo stop ai continui interventi sui condoni, misure concrete per contrastare il lavoro povero, introducendo subito il salario minimo legale, e maggiori investimenti e risorse per la sanità pubblica.

Sono proposte che consentirebbero di ridurre i divari economici e sociali e di attenuare l'impatto dell'inflazione che tanto ha colpito nell'ultimo anno, garantendo una distribuzione più giusta della ricchezza.

Come Pd continueremo a incalzare il governo e a proporre politiche economiche e sociali più equilibrate, l'accesso universale all'istruzione e ai servizi sanitari, misure che contrastino la discriminazione e promuovano l'uguaglianza di opportunità.

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Rapporto OXFAM

Legge di Bilancio: “Con la destra l’Italia frena”

Il Partito democratico si oppone con determinazione all’impianto della Legge di Bilancio del Governo Meloni che arriverà nei prossimi giorni alla Camera, dopo il primo passaggio in Senato. Una manovra senza crescita, cha manca totalmente di credibilità e che non affronta concretamente nessuna delle urgenze del Paese ma, al contrario, elargisce mance ad associazioni private e ai golf club.

In Italia ci sono attualmente in condizioni di povertà assoluta poco più di 2,18 milioni di famiglie e oltre 5,6 milioni di individui. Di fronte a questa drammatica crisi sociale, la destra dopo un anno di governo non solo non ha fatto nulla per migliorare le condizioni di queste persone ma ha aumentato i contratti precari, smantellato l’unico sostegno al reddito esistente, tagliato la sanità pubblica e respinto la proposta per un salario minimo dignitoso per tutti i lavoratori.

In questi mesi, con senso di responsabilità i parlamentari del Pd hanno avviato una fase di ascolto nel paese con i rappresentanti dei sindacati e con le associazioni, con il mondo produttivo e della scuola, per elaborare una serie di proposte da presentare. Il risultato di questo lavoro è una vera e propria manovra alternativa a quella del Governo Meloni, con una visione dell’Italia totalmente opposta quella della destra.

Nello specifico, siamo intervenuti per nuovi investimenti pubblici per la sanità, sul potere d’acquisto delle famiglie, caro energia, scuola, lavoro, diritto alla casa e politiche ambientali. Abbiamo presentato proposte sul tema della disabilità, dopo i vergognosi tagli del governo al Fondo per i disabili, e per sostenere gli Enti Locali, che sono sempre in prima linea e troppo spesso colpevolmente lasciati soli dall’Esecutivo nell’affrontare le emergenze. Inoltre proponiamo la proroga dei bonus luce e gas, per gli studenti la gratuità dei libri scolastici e dei trasporti locali.

La contromanovra del Pd non contiene sogni irrealizzabili ma proposte utili per l’Italia e per cercare di migliorare la vita delle persone, partendo da chi è più in difficoltà. Nei nostri emendamenti sono state identificate tutte le coperture finanziarie, ma mentre il Partito Democratico si impegna a proporre soluzioni concrete a favore dei cittadini, la destra continua a mostrare un atteggiamento di chiusura privando il Paese di un confronto parlamentare costruttivo che ponga al centro le reali esigenze della popolazione.

Intelligenza artificiale

Con l’approvazione dell'IA ACT, l’Unione Europea ha stabilito una normativa sull'uso dell'Intelligenza Artificiale, ponendo delle regole per evitare che la tecnologia possa prevalere sull'etica sociale e sui diritti umani fondamentali come la libertà individuale e la tutela della privacy.

Un traguardo storico, raggiunto anche grazie all’impegno del Partito democratico e in particolare dell’europarlamentare Brando Benifei, che è stato relatore del provvedimento.

L’IA ACT indica la strada per promuovere la crescita e lo sviluppo del settore dell'innovazione tecnologica facendo coesistere scienza e etica. È fondamentale che il progresso tecnologico avvenga nel rispetto dei valori fondamentali e della dignità umana.

Le applicazioni che sfruttano l'Intelligenza Artificiale saranno classificate in base al rischio che comportano e i sistemi più sensibili, come ad esempio quelli che attengono al riconoscimento biometrico o gli algoritmi di riconoscimento emozionale, saranno utilizzabili soltanto in determinati contesti come nell’ambito della sicurezza o durante situazioni a rischio. Molto importante anche la decisione di vietare giocattoli che, attraverso assistenti vocali, potrebbero promuovere comportamenti pericolosi nei bambini.

Favorendo la crescita, l'innovazione e la competitività all'interno di un contesto rispettoso dei diritti fondamentali, l’IA ACT può ambire a diventare un faro globale nel campo del diritto internazionale, fungendo da esempio per il mondo intero.

Mentre l'Europa dimostra tempestività e visione innovativa nell'affrontare il tema, il governo Meloni continua ad adottare un approccio arcaico e regressivo verso l'intelligenza artificiale e lo sviluppo tecnologico. In Parlamento la destra ha nominato un Comitato per l'IA senza rispettare la parità di genere e impedendo all’opposizione di poterne discutere la sua composizione e i suoi obiettivi. Un atteggiamento di chiusura inaccettabile.

Così mentre l’Unione Europea compie progressi significativi, in Italia la destra rischia di rendere questo passaggio più complesso.

Sviluppo sostenibile

Ieri l’ASviS ha presentato un Policy brief molto negativo sulla legge di bilancio 2024 che è all’esame del Parlamento, rilevando l'assenza di una visione sistemica capace di collegare le linee d'intervento pubblico con il PNRR e le altre risorse europee, politiche di coesione, Politica Agricola Comune e fondi della ricerca.

Un deficit che produce un danno doppio al Paese: da un lato, genera una pericolosa stagnazione dal punto di vista economico, sociale e tecnologico; dall'altro, come il report sottolinea, privando il sistema economico nazionale di una direzione chiara per gli investimenti, si rinuncia all'effetto "leva" derivante dall'orientamento comune di investimenti pubblici e privati, fondamentale per costruire un futuro di sviluppo sostenibile per il Paese.

A partire dalla Legge di Bilancio all’esame del Parlamento, il governo potrebbe iniziare ad invertire la rotta.

Servono misure per aiutare circa 5,7 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta. Su questa emergenza sociale non ci sono provvedimenti. Le uniche iniziative del Governo per contrastare la povertà sono limitate all'incremento dei finanziamenti per l'acquisto di generi alimentari di prima necessità e carburanti, ma sono destinate solo alle famiglie di almeno 3 persone, escludendo così le persone sole o le coppie di anziani che spesso appartengono proprio a quella parte della popolazione che più ha bisogno di aiuto.

L’Asvis boccia sonoramente anche l’assenza nella manovra di politiche abitative e di interventi per la riqualificazione di zone degradate, temi sui quali come Partito Democratico tanto ci siamo battuti nell’ultimo anno in Parlamento. Inoltre, la scelta di posticipare al 2025 l'attuazione della riforma dell'assistenza alle persone non autosufficienti è una vergogna. Si tratta di una decisione che avrà pesanti effetti su tante famiglie e che il rapporto definisce “una grave rinuncia alla costruzione di un sistema di welfare unitario e integrato”, tema particolarmente cruciale dato l'invecchiamento della popolazione.

Sanità pubblica

Su Affari & Finanza di Repubblica un interessante pezzo firmato da Maurizio Ricci – basato sui dati di una recente ricerca Istat - mette in luce come la speranza di vita degli italiani sia legata direttamente al reddito.

Il report in particolare evidenzia come, in Italia, le disparità sociali rivestano un ruolo cruciale nell'incidere sull'accesso alle cure e sulla capacità della popolazione di adottare pratiche preventive, compromettendo la capacità di fornire diagnosi tempestive a causa dei servizi insufficienti, della carenza di personale medico e infermieristico e delle lunghe liste di attesa.

A un quadro già problematico bisogna aggiungere le conseguenze dovute agli scenari internazionali, che hanno fatto crescere negli ultimi anni in modo vertiginoso i prezzi di farmaci e cure. Non possono essere le fasce più deboli della popolazione a pagare l’effetto di questi aumenti, rimettendoci di tasca propria.

La Premier Meloni ha affermato di aver stanziato più soldi di tutti sulla sanità ma ovviamente non tiene conto del parametro della spesa in rapporto al Pil, l’unico in grado di misurare quanto un Paese investe. E con questo governo l'Italia troppo poco. Lo ha detto anche il Presidente della Corte dei Conti in Audizione sulla Legge di Bilancio: le risorse sono insufficienti e si guarda con preoccupazione al rinvio di soluzioni strutturali rispetto ai problemi del nostro sistema sanitario.

Per rilanciare veramente la sanità, le strade sono due: stanziare subito le risorse necessarie per far fronte alle urgenze e attuare i programmi del PNRR. Come Gruppo Pd sono mesi che incalziamo il governo su questo ma l’Esecutivo l’unica cosa che fino a oggi è stato capace di fare, oltre ad accumulare ritardi nella realizzazione di progetti, opere e investimenti, è stato tagliare dal Piano 414 Case di comunità e 96 Ospedali di comunità.

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