Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

Milano non odia!

“E fu fantastico poterci scambiare dolci brevissime frasi: Patria mea pulchra est (La mia patria è bella), Familia mea dulcis est (La mia famiglia è dolce), Cor meum et anima mea tristes sunt (Il mio cuore e la mia anima sono tristi). Fu molto importante quel momento e anche se non ho mai saputo il nome di quella ragazza con lei ho vissuto un’altissima affinità spirituale e la massima condivisione in una condizione umana bestiale. Grazie amica ignota, spero che tu sia tornata a raccontare di quel giorno di marzo 1944 nella “Sauna” di Birkenau”.

È una pagina del diario di Liliana Segre, che racconta una delle tante, dolorose vicende vissute ad Auschwitz. La testimonianza di quella che all'epoca era una bambina, sopravvissuta alla furia nazifascista, ci porta a rileggere e rivivere gli anni più bui della storia recente. 

Ma perché? Perché, di fronte all’odio e all’intolleranza, qualcuno si astiene. Si astiene e non trova il coraggio di denunciare un odio che riaffiora contro una donna, deportata a 14 anni in un campo di concetramento, testimone dell'inferno sulla terra.

Le centinaia e centinaia di minacce e ingiurie che la senatrice Segre riceve ogni giorno non possono lasciarci indifferenti, perché è proprio l'indifferenza - il contrario di Memoria e ricordo - la minaccia più grande. Il rischio di non vedere, di non sentire, di minimizzare e ridurre ad una schiocchezza, oggi rischia di trascinarci verso il baratro.

E purtroppo è già accaduto: l'aula del Senato ha approvato con 151 voti a favore e 98 astensioni di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia la mozione dalla senatrice a vita, Liliana Segre, che chiedeva di istituire una Commissione contro l'odio e l'intolleranza diffusi via web. Ed è quell'astensione ad essere inaccettabile. È quell'indifferenza che ci offende e ferisce tutti. E, come se non bastasse, è riaccaduto solo qualche giorno fa in Regione, dove la destra guidata dalla Lega si è opposta alla stessa Commissione.

Oggi però è successa una cosa che ci rattrista tutti, se possibile ancora di più, perché costringe a misurarci con la bassezza umana. Ci costringe a fare i conti con la storia e dire che, forse, non abbiamo imparato così tanto, se siamo arrivati a tutto questo.

Alla senatrice Liliana Segre è stata assegnata la scorta. Da oggi questa donna è costretta - ancora una volta - a rinunciare a un pezzetto della sua libertà, per via dell’ignoranza e dell’odio di molti “leoni da tastiera”.

È un fallimento per l'Italia se, chi ha vissuto sulla sua pelle l'orrore di Auschwitz, oggi, ha bisogno di protezione perché vulnerabile. Dopo aver sofferto l'indicibile, a 89 anni, devi proteggerti da una parte di mondo che ti respinge, insulta e minaccia.

Proteggerti dagli spargimenti di odio, un odio che non abbiamo ancora imparato a sconfiggere. Eppure basterebbe solo il ricordo e le Memoria di ciò che è stato per non volerlo rivedere mai più.

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Silvia Roggiani

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