Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

La scivolata grillina sulla neve

Il Comitato olimpico internazionale ha scelto Milano e Cortina per le Olimpiadi e paraolimpiadi invernali del 2026. Abbiamo fatto squadra – istituzioni a vario livello e politici di diverso colore -  e questo, assieme ad un forte consenso popolare, ci ha resi più forti di Stoccolma e della Svezia.

Non posso non citare le quattro campionesse - Arianna Fontana, Sofia Goggia, Michela Moioli, Elisa Confortola - che ieri a Losanna hanno rappresentato l'Italia e portato un valore aggiunto alla delegazione italiana costituita, purtroppo, da soli uomini. E che, come ha scritto questa mattina Venanzio Postiglione sul Corriere della Sera, sono l'immagine di un Paese giovane che sa sorridere, convincere e anche vincere. 

Oggi però non può passare inosservato che questo risultato è stato possibile non solo grazie a chi ci ha creduto sin da subito e ha lavorato per portare a casa l’obiettivo, ma anche perché siamo stati ostinati e convinti, e perché abbiamo voluto sfidare l’immobilismo grillino. Testardi e cocciuti abbiamo voluto andare oltre la politica che dice no allo sviluppo e al progresso. Quella che ha portato la sindaca pentastellata Chiara Appendino a sfilare Torino dalla partita olimpica, o ancora quella di Virginia Raggi che, dopo un lungo braccio di ferro, ha fatto perdere alla capitale d’Italia l’occasione delle Olimpiadi estive 2024.

Non dimentichiamoci che abbiamo sfidato metà governo (guardare questo video per credere), con un vicepremier che ostentava riluttanza al progetto olimpico minacciando mancato sostegno economico a Milano e Cortina. E abbiamo vinto nonostante l’isolamento a cui ci ha costretto questo governo in Europa. Cambiare parere sulle Olimpiadi si può, soprattutto se conviene. È quello che ha fatto Matteo Salvini: assolutamente contrario nel 2014, quando a promuoverlo era il governo del PD, entuasiasta oggi. 

Ecco perché questo risultato ha il sapore della rivincita. Un risultato che il Movimento Cinque Stelle non può e non deve in alcun modo brandire come una vittoria grillina. Questa vittoria ha il volto dell’Italia che crede nello sviluppo e nel progresso, della buona politica che fa squadra, di Beppe Sala, delle regioni Lombardia e Veneto e del sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina. Abbiamo vinto perché ha vinto la voglia di superare le distanze e gli steccati politici: è la vittoria degli italiani e di un’Italia che sfida la ritrosia dei Cinque Stelle.

Di Maio, Torino e Roma oggi meritano, loro malgrado, di guardare a questo risultato in disparte, dalla finestra, forse con una punta di rammarico. Questa vittoria è la sconfitta del loro disfattismo, della politica dei no e dei veti. È la vittoria di chi ha avuto la forza di credere nella bellezza di una sfida per nulla scontata, il cui finale ci ripaga con orgoglio, felicità, posti di lavoro (22 mila fino al 2026) e investimenti che si tradurranno in occasioni di crescita sociale per tutti. 

Ecco perché esultare oggi, e poi pentirsi di averlo fatto cancellando il post Facebook come ha fatto il Movimento cinque Stelle lombardo, è una scivolata sulla neve, davvero una pessima scivolata. Sarebbe stato meglio il vostro silenzio, il silenzio del rammarico, certamente, ma ben più dignitoso di una vittoria che è per voi solo una sconfitta. 

Un’altra ferita nel patto Lega-Cinque Stelle, un patto che oramai si tiene in piedi solo col collante del potere e la brama di una poltrona.

1
0
1
s2smodern
facebook_page_plugin
Contatti

Silvia Roggiani

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

© 2018 SILVIA ROGGIANI

Ufficio


Via Roberto Lepetit, 4
20124 Milano

Social