Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

L'Italia chiamò

Oggi pensavo a come, spesso, ci vedono all'estero. Quando ci va bene, e non siamo quelli "mafia, pizza e mandolino", siamo gli indisciplinati allergici alle regole. Ma oggi, invece, io credo stiamo dando una grande prova di maturità e responsabilità a tutti. 

Non è facile cambiare abitudini, modificare il proprio stile di vita. Eppure siamo gli unici a farlo in Europa, e pensare che oltre oceano il presidente statunitense, Donald Trump, da negazionista dei cambiamenti climatici si è trasformato in negazionista del coronavirus.

Eppure ce la facciamo, dimostrando due cose: resilienza e grande cuore. Lo si dice spesso, è vero, abbiamo superato tanti momenti difficili, dalla guerra agli anni terribili del terrorismo, e io sono certa che tireremo fuori la forza per fare altrettanto, anche stavolta. 

È sorprendente, e al tempo stesso doloroso, vedere la nostra Milano così diversa, silenziosa, malinconica, quasi surreale. 

Dietro piazza Duomo deserta e le tante strade dei Comuni di Milano Metropolitana, ci sono persone che silenziosamente stanno facendo il loro dovere, che stanno rispettando le regole. Certo non ci siamo dimenticati quegli italiani un po' troppo "indisciplinati" che si sono riversati al Meridione o quelli che un sabato pomeriggio in piena emergenza hanno affollato i Naviglia a Milano. Ma oggi è come se tutti fossimo più consapevoli e meno frastornati su quanto dobbiamo fare e delle scelte a cui siamo chiamati. 

Ma credo davvero che più di tutto, ciò che ci ha fatto come svegliare e aprire gli occhi sia l'orgoglio di essere italiani. L'orgoglio che ci danno i nostri medici e infermieri in trincea, giorno e notte, a combattere contro questo virus per salvare vite umane. 

È l'immagine dell'infermiera di Cremona che stremata si accascia sul Pc, sono le storie bellissime di chi  porta la spesa all'anziana del piano di sopra o di chi dona una lasagna ai senza tetto, gli invisibili ai margini delle nostre città. 

È il cuore grande di tante e tanti milanesi, che non si voltano dall'altra parte.  

L'Italia siamo noi, siamo noi che ci fermiamo per restare a casa, sono i medici, gli infermieri, eroi di questo tempo, sono gli addetti alle pulizie delle nostre città, sono i camionisti che prima dell'alba percorrono autostrade deserte per rifornire i nostri supermercati, sono gli operai, sono le donne e gli uomini che passano veloce la merce sul nastro e battono gli scontrini, sono i rider che sfrecciano in bici, sono tutti coloro che non si arrendono, e a cui devono essere garantite misure di protezione. Siamo noi, il popolo italiano che continua a nurtire fiducia e speranza, a credere che tutto andrà bene. 

Oggi più che mai siamo un popolo a cui sono fiera di appartenere. 

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Silvia Roggiani

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