Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

Avanti Beppe!

In pochi forse avrebbero assunto la responsabilità di guidare una delle più grandi manifestazioni al mondo. In pochi avrebbero scommesso che sarebbe stato un successo.Io me lo ricordo bene il 1° maggio 2015, gli occhi di tutti puntati su Milano e l’Italia. L’apprensione e l’orgoglio, il coro di bambini che cantava l’inno d’Italia dentro Expo, e fuori invece uno sparuto gruppo di incappucciati metteva a ferro e fuoco la città.

La nostra rivincita, quella di chi non dubitato un attimo e ha creduto da subito in una straordinaria opportunità, è arrivata. 21,5 milioni di visitatori da 140 Paesi del mondo, 20 mila nuovi posti di lavoro, 2 milioni di studenti in visita. Se Milano è quella di oggi lo deve anche a Expo. E lo deve a un uomo, Beppe Sala, che non solo ha reso possibile quel successo, ma ha tenuto quella manifestazione al riparo da ogni tipo di infiltrazioni mafiose e malaffare.

Ha abbandonato le vesti di manager vincente e ha ricominciato daccapo. Ha scelto una sfida altrettanto ambiziosa, guidare Milano. Ha raccolto il testimone di Giuliano Pisapia e noi abbiamo attivato – come l’ha chiamata lui – una macchina infernale. Ripenso allo scetticismo che molti, di nuovo, nutrivano per la sua candidatura. Troppo manager per qualcuno, poco di sinistra per altri. Ed eccoci qui: a tre anni dalla sua elezione la risposta sta in questa città. Sta nei suoi quartieri, nei nuovi volti di tante periferie, nelle aree dismesse oggi pronte a rivivere. Sta in uno sviluppo che ha tenuto insieme sostenibilità ambientale e sociale. Sta in quella Milano dal cuore grande, in quella metropoli europea, capitale morale, proiettata al futuro ma con uno sguardo sempre rivolto alle spalle per non lasciare indietro nessuno.

Expo, Milano 2016, e adesso Olimpiadi 2026, una nuova gigantesca e affascinante sfida.

Lo dico senza paura: senza Beppe, senza il suo coraggio, senza la sua competenza, oggi staremmo raccontando una storia diversa. E forse Milano metropolitana non sarebbe la città che è, riconosciuta da tanti come un modello.

La condanna di oggi è da rispettare, certamente. La procura generale aveva chiesto una pena a 13 mesi, ma non è un caso che nel dimezzarla a 6 mesi sia stata riconosciuta l’attenuante "per particolari motivi di valore sociale". Senza nessuna esitazione, noi restiamo al fianco del nostro sindaco e della sua squadra per continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: lavorare per Milano e per i milanesi.

Avanti Beppe, avanti Milano!

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Silvia Roggiani

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