Segretaria metropolitana
Partito Democratico di Milano

Auguri, Europa!

In questi giorni, sono due le immagini che se chiudo gli occhi mi vengono in mente. Messe accanto sembrano stridere, quasi fare a pugni l’una con l’altra, ma a ben riflettere vogliono dire la stessa cosa.

Da una parte Roma, e le contestazioni violente sfociate in minacce gridate in faccia ad una donna, la cui colpa era quella di voler entrare nell’alloggio popolare che le era stato regolarmente assegnato. Dopo l’orrenda scena del pane calpestato a Torre Maura, “troia ti stupro” a Casal Bruciato è l’epilogo, o forse solo la conseguenza di quella che tante volte abbiamo temuto che scoppiasse. Una vera e propria “guerra tra poveri”. A fomentare l’odio e la rabbia di quella guerra ci sono i fascisti del terzo millennio, quelli che soffiano sul fuoco degli istinti più bui, gli stessi che occupano abusivamente, e indisturbati, uno stabile nel centro della capitale. Ormai non hanno neppure bisogno di nascondersi, possono uscire allo scoperto. Il movimento estremista di CasaPound compare nelle liste elettorali, e il nostro ministro degli Interni, Matteo Salvini, non prova nessun imbarazzo di fronte a foto che lo ritraggono con Francesco Polacchi, 33 anni,  dirigente di Casapound, imprenditore ma anche picchiatore. Pregiudicato e tutt’ora sotto processo per violenze,  che con la sua casa editrice Altaforte ha editato il libro intervista proprio di Matteo Salvini. 

 

Rischia di non stupire, perciò, se a Cormano la Lega accoglie nella sua lista (a sostegno del candidato sindaco di destra) un militante del movimento neofascista, così come il ministro degli Interni che, in un grottesco tentativo di flirtare con quella galassia, si affaccia dal balcone dove si affacciò Mussolini.

Dall’altra parte c’è Venezia e  l'immagine della nave - affondata nel canale di Sicilia nel tragico naufragio dell’aprile 2015 in cui morirono più di 800 persone - che ora domina la laguna. Oggi il relitto, dopo che il Governo (allora guidato da Matteo Renzi) decise di recuperarlo e iniziare a ispezionare i corpi, è ospitato dalla Biennale. Un’operazione contestata all’epoca e contestata anche oggi. Eppure esporre quel relitto è importante, serve a smuovere le coscienze, a raccontare la storia drammatica delle centinaia di migliaia di persone che fuggono da fame, guerre e violenze, rischiando la vita, per arrivare in Europa, un’Europa che non può chiudersi nell’egoismo dei confini nazionali. 

Di Europa si parla tanto, anche se forse non abbastanza, ma con toni molto diversi. C’è un’Europa che è quella nella quale continuiamo a credere noi, che pensa agli ultimi, ma anche ai penultimi. E a chi, in questi anni, ha visto peggiorare la sua situazione economica e di vita. Un'Europa che finora si è retta troppo sull'economia e poco sui diritti sociali. Per questo, il Partito Democratico propone misure come il salario minimo europeo, l’indennità di disoccupazione europea e un fondo di 6 miliardi di euro per aiutare 25 milioni di bambini ad uscire da una situazione di povertà. 

È l’Europa delle persone, lo scrigno che ha custodito pace e progresso per tanti Stati destinati altrimenti ad un futuro di guerre. E nel giorno della Festa dell’Europa non si può non ricordarne le origini. Le origini di un’unione politica nato dalla sconfitta del nazifascismo e della vittoria della liberà e dell’antifascismo. 

Ecco perché quelle due immagini in fondo sono legate e ci dicono la stessa cosa. C’è un impegno che noi, come cittadini italiani ed europei abbiamo: continuare a lottare per i valori fondanti della nostra Repubblica e del’Europa unita, sapendo che quei valori non sono dati per sempre, ma che sta a noi custodirli e rilanciarli.

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Silvia Roggiani

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